La mia infanzia... A quell'epoca la scuola iniziava ad ottobre... Ricordo le vacanze...
I miei affittavano come ogni anno delle grandi case per radunarvi tutta la famiglia.
Erano momenti meravigliosi. Ero ancora troppo piccola per poter apprezzare questi gesti, gesti di amore incondizionato. Ora ripensando, rivedo e stringo nel cuore per non farli volare via.
L'estate profumava di libertà...tutto sembrava possibile in quell'universo di esplorazioni, di allegre avventure segrete dove io e mia sorella ci immaginavamo ora pirati senza paura ora capi-esploratori di importanti spedizioni e quando arrivava l'ora di pranzo e rientravamo dopo una strabiliante avventura, sentivamo già il profumo di manicaretti paradisiaci e tutto profumava di un incredibile generosità che riuniva attorno alla nostra tavola tutti i vicini occasionali di quei giorni d'estate.
Le vacanze...la montagna...la campagna...la mia cattedrale verde...lì, il mio cuore di bambina ha intonato canti felici, il mio occhio ha colto i segreti dell'osservare, il gusto i sapori dell'orto e il naso l'eleganza dei profuni.
Con i piedi nudi calpestavo l'erba verde e folta e in questo mondo di fiori e ortaggi mi inebriavo di profumi. Primo fra tutti quello del basilico che distesa a pancia in giù sulla terra dell'orto accartocciavo tra le dita andando in estasi, poi l'odore aspro delle foglie di pomodoro e i fiori che cingevano a cornice questo orto meraviglioso, buttavo il viso tra i fiori come un'assetata...
Oh splendidi ricordi del tempo in cui ero sovrana di un regno senza artifici...
Come soldati ora rossi, ora gialli, ora bianchi, ora viola ogni anno arruolavano nuove reclute fino a formare un'armata di ranghi serrati, i garofani i fiori preferiti di mio Nonno si ergevano fieri, svettavano fieri con la loro bizzarra corolla cesellata e diffondevano tutt'intorno una fragranza calda e orientale.
E soprattutto c'erano i tigli. Nelle ore più calde l'ombra di queste piante era la più profumata dei pergolati. Io mi sedevo sulla panchina sotto le fronde e ispiravo a grandi boccate l'odore di miele puro che si sprigionava dai fiori color oro pallido. Il profumo intenso dei tigli sul far della sera era un rapimento asiatico che si imprimeva in noi in modo indelebile che solo il frangipane che scoprirò anni dopo può stare al confronto.
Un profumo da ispirare a pieni polmoni, e l'aroma provocava la sensazione incredibile di bere, insieme all'aria che respiravo, un concentrato d'estate e miele.
Ah la bella stagione! L'Estate! Il corpo, libero dagli impicci dell'inverno, assaporavo finalmente il tocco della brezza sulla pelle che nell'estasi della libertà ritrovata si offriva al mondo smisuratamente...
L'aria immobile, era satura dal ronzio di insetti invisibili, gli ulivi cantavano una melodia col passare del vento tra le fronde. Ricordo... risalgo ancora al tiglio... un dondolio di rami... nella mia immagine che tengo ancora stretta un'ape fa provviste... Mi ricordo...
...Lui lo sapeva. Con sguardo acuto abbracciava la superficie dell'orto e in una frazione di secondo ne valutava tutti gli aspetti climatici e così sapeva. Lui sapeva quale sfera rossa si poteva cogliere in quel preciso momento...mio padre...e lo raccoglieva proprio in quel momento, giaceva nella sua mano, poi me lo porgeva. Era un rito che amavo e che ancora oggi continuo ad amare. Afferravo il bottino, ormai mio prigioniero e correvo via.
Accasciata sotto i tigli mi risvegliavo da una siesta inebriante cullata dal fruscio delle foglie, e sotto questa volta di miele dolce, mordevo il pomodoro. Sotto ai tigli, tra profumi e sapori, addentavo i bei frutti color porpora scelti da mio padre, appena colti, era una cascata di piacere. La resistenza della buccia tesa quel poco quanto basta, la polpa che si scioglie in bocca, il liquido ricco di semi che colava agli angoli della bocca e che asciugavo senza paura di sporcarmi le dita, quella piccola sfera carnosa così piena di natura, così piena d'avventura...
Torta salata al Profumo d'estatePrendere una pasta sfoglia pronta o pasta brisè, spalmarla con due tre cucchiai di senape all’antica al vino bianco in grani (in genere uso per abitudine la "Maille"), lasciando libero un bordo di circa 1 cm. Coprire con delle fettine sottili di pomodoro maturo. Condire con un filo d’olio extravergine d’oliva, del fior di sale di Camargue e timo, infornare a 200° per un 20 minuti, il tempo che la sfoglia diventi croccante. Sfornare, tagliare a quadretti e servire con un’insalatina verde.
E' PURA ESTATE!!!

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