venerdì 29 giugno 2012

Il quadrilatero del silenzio...

Ci sono giorni in cui vorresti che il silenzio la facesse da padrone, giorni in cui hai bisogno di sentire solo i tuoi pensieri, giorni dove non vorresti aprire bocca per tutto il tempo e goderti la quiete del nulla e il sibilare del vento...in questi giorni un po' così mi piace recarmi nel così detto quadrilatero del silenzio: una tra le zone in assoluto più belle della mia città. Qui è veramente molto raro incontrarvi qualcuno, sarà perchè sono rarissimi i caffè o i locali in genere e rarissimi i negozi, comunque da sempre me la ricordo così assordantemente silenziosa. Com'è possibile trovare tanto verde e tanta pace a pochi passi dal centro della città, è presto detto: iin questa zona un tempo sorgevano conventi e ville, era una sorta di piccola oasi spirituale, dove venire per riposare mente e cuore.
Si arriva da Corso Venezia all'altezza della fermata della metropolitana Palestro un grande arco fa da ingresso a un mondo inaspettato. L'atmosfera da subito inizia ad essere vagamente retrò ma quando si arriva in piazzetta Duse è qui che comincia il percorso da fare rigorosamente da soli o con un compagno/a assolutamente rispettoso del silenzio... io e Alberto, allora fidanzati, ci siamo persi per parecchio tempo per queste vie, ci piaceva restare così in sospeso lontano dal caos e ancora oggi se ci capita di essere vicino...Questa piazza elegante con i suoi palazzi liberty, le bellissime cariatidi e le profumate rose antiche è dedicata all'eterna amante di D'Annunzio. Poche aree di Milano hanno così tanto da offrire. Camminare assaporando il silenzio di queste vie è incredibile sono le ville, i giardini e i palazzi che si incontrano.



Casa Necchi Campiglio, dei primi anni trenta perfettamente conservata in via Mozart, dall'esterno si presenta come un grande parco cintato da alte mura, ma nasconde una piscina e un campo da tennis: scenario perfetto per un film. 


Il citofono di via Serbelloni 10 è fantastico da non perdere, sembra sottolinei il silenzio che regna sovrano, un enorme orecchio, opera di Wild, che a Milano ha lasciato tante tracce, tutte magicamente in bilico tra Gaudì e Dalì.


Due palazzi Palazzo Fidia e Palazzo Berri Meregalli sono stupefacenti in cui potrebbe abitare chiunque da Mago Merlino a la bella Raperonzolo: due palazzi da favola da non credere possibile che qualcuno se li sia inventati e costruiti così. Dei primi anni venti in quell'epoca così razionale e poi all'improvviso questi due palazzi...al numero due di via Melegari si trova Palazzo Fidia.
Non è possibile non vederlo tutto interamente in cotto, una struttura eclettica con torri, inserimenti classici e futuristici sembra davvero un incrocio tra un castello e una stazione spaziale.  Tornando indietro e poi entrando in Via Vivaio c'è un  palazzo totalmente in pietra scura che sembra incrostato di carbone e conchiglie è Palazzo Berri Meregalli costruito nei primi anni Dieci. Con i suoi mattoni a vista, i soffitti a mosaico, i putti e i ferri battuti è unico potrebbe essere veramente il portale d'accesso ad un altro Mondo per stranezza e bellezza se poi entrate nell'androne preparatevi ad un tuffo al cuore. Sembra di stare in un salone regale: mosaici in alto, mosaici in basso, pavoni, stucchi, e poi l'oro e i colori delle nicchie luccicano e scintillano ricordando i quadri di Klimt, in fondo una statua opera di nuovo di Wildt una testa cinta di ali " una Vittoria Alata" risalente al primo dopoguerra. 
Ho sempre invidiato gli abitanti di questo Palazzo e a volte mi sono immaginata fossero strane creature...ma le sorprese non sono ancora finite la più grande l'ho tenuta per ultima. In Via dei Cappuccini 9 c'è una cancellata verde e ottone dentro c'è una villa che è quasi una reggia, circondata da un parco enorme; vasche e fontane ne movimentano la superficie e un grazioso sentiero di ghiaia di rosa conduce all'ingresso dell'edificio. Non mi è mai riuscito di capire chi ci abiti però mi è capitato di vedere passeggiare in giardino una coppia di vecchietti accompagnati da una cameriera o una governante che sembrava esser saltata fuori da un libro di Jane Austen. 
Rifacendomi al nome della via il giardino era sicuramente un tempo quello di un convento, poi trasformato in principesco palazzo; si tratta comunque di un luogo spirituale e magico dove si possono incontrare magnifiche ed improbabili creature...guardate bene e li troverete...li, immobili in questo giardino solenne si aggira uno stormo di fenicotteri rosa. 

 Non sono trattenuti da nulla, ne incatenati ne chiusi in gabbia. Volendo potrebbero volar via invece restano a specchiarsi nei rigagnoli d'acqua a godersi il silenzio e la quiete. Nel parco c'è anche una coppia di pavoni se vi capiterà di vedere il maschio cosa assai rara e dovesse mai aprire la ruota della sua coda sarà un giorno davvero speciale. Con gli occhi pieni di un miracolo che si è compiuto in un momento torno al quotidiano sapendo che quando vorrò attraversando l'invisibile specchio nascosto nell'arco di via Salvini tornerò a godermi il silenzio.

Nessun commento:

Posta un commento